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Esordisce
Lucio Mauro con un giallo d’azione, catturante e sorprendente, che si fa
leggere con gusto e tutto d’un fiato. Una girandola di avvenimenti e personaggi
attorno all’irresistibile protagonista, il Vice Questore Bruno Aloisi (dalle
non comuni doti investigative) e al Sostituto Procuratore Valeria Falchi
che non resterà insensibile al fascino pirotecnico d’un sì
attivo compagno di lavoro.
Il Gronchi
rosa, un francobollo molto noto anche a chi abbia un sia pur lontano approccio
con il mondo della filatelia, rappresenta lo starter per una serie a catena
di delitti e di poco edificanti scoperte. Un vermicaio che il protagonista
riporta alla luce sollevando gradatamente la pietra delle perversioni.
Non escluse quelle alla Marc Dutroux, il tristemente noto “mostro” belga
di Marcinelle. Il tutto in uno stile compatto e in un ritmo serrato attorno
a dialoghi spiritosi e incande-scenti che abilmente s’inseriscono a saldare
ogni tassello d’un variopinto mosaico ove, con un dosaggio perfetto, s’alternano
vizi e virtù, omicidi e incontri romanti-ci, deviazioni sessuali
e sana intraprendenza. L’Autore fa uso d’un linguaggio asciutto e scattante
che denota una discreta competenza dei più attuali ritrovati dell’elettronica
come strumenti d’informazione e comunicazione nonché una no-tevole
familiarità con i più grintosi giallisti moderni e naturalmente
con i franco-bolli di cui, per di più, è un appassionato
collezionista. Un’intricata storia che sfiora spesso la farsa volutamente
ma che ricerca il suo equilibrio con un delizioso uso dell’ironia che ne
smussa gli artifici senz’altro idonei all’intricatissima vicen-da a doppio
salto mortale.
Il tempo, abilmente scandito, viene
utilizzato come elemento determinante al graduale riordino d’un puzzle
che, a prima vista, appare incomprensibile e con-fuso. Mauro conduce il
lettore, senza mai annoiarlo o stancarlo, a svelare, con non infrequenti
colpi d’inventiva, accadimenti e retroscena d’una realtà e una subrealtà
quanto mai variegate ed eterogenee dove si svolge l’eterna lotta tra l’onestà
e il crimine, il lecito e l’illecito. Sullo sfondo la città di Milano
tentacolare e formico-lante di affari e malaffari ma anche di operosità
e ingegno. Così il puzzle prende via via forma e contenuto materiandosi
di moventi e mandanti cui, con la de-strezza d’un prestigiatore, Mauro
toglie maschere e rispettabilità mostrando la crudezza d’una realistica
disumanità con cui, tutti i giorni, attraverso i mass-media, entriamo
in contatto.
Dunque una vicenda attualissima per
una lettura lucida e perspicace del nostro presente da parte dell’Autore.
Una vicenda con vizi e perversioni fustigati però sotterraneamente
dalla frusta dell’umorismo e di una moralità integra e pro-fonda
che, evitando di crogiolarsi nell’osceno, alla fine ricompenserà
adeguata-mente il bene con una giusta e doverosa mercede.
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